Prati temporanei: tipi di miscela

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La composizione delle miscele standard si basa sul «principio di sostituzione delle specie nel tempo»

Con l’obiettivo di assicurare una certa stabilità della percentuale di leguminose nella cotica erbosa sull’arco di più anni, i ricercatori delle stazioni federali di ricerche agronomiche (oggi Agroscope) hanno iniziato, decenni orsono con il programma di selezione delle miscele foraggere, a lavorare sul concetto del «principio di sostituzione delle specie nel tempo», confermandone la validità e applicandolo coerentemente in tutta la Svizzera. Questa scelta assicura che, se gestite correttamente, le miscele standard mantengano una composizione botanica ideale per tutta la loro vita utile.

Il «principio di sostituzione» in pratica

Le miscele triennali e di lunga durata a base di graminacee e leguminose contengono specie a rapido sviluppo in associazione con specie più lente, ma più persistenti. In questo modo, mentre le prime coprono il suolo velocemente assicurando la parte preponderante della resa durante la prima stagione, le seconde le sostituiscono a partire dal secondo anno e, se la gestione della superficie prativa è corretta, garantiscono una cotica erbosa fitta, produttiva e persistente che non lascia spazio alle malerbe.

Le specie a sviluppo rapido quali logli e trifoglio violetto coprono rapidamente il suolo dopo la semina. La presenza di trifoglio violetto di corta durata nelle miscele di tipo G e G* assicura la necessaria quota di leguminose fin dall’inizio. Siccome questa tipologia di trifoglio violetto non è molto persistente, già durante il secondo anno lascia il posto al trifoglio bianco che si sviluppa più lentamente, ma risulta più persistente. Lo stesso principio vale anche per le graminacee, dove il loglio a crescita rapida subisce ben presto la concorrenza dell’erba mazzolina che, unitamente alla poa dei prati, riesce gradualmente a prendere il sopravvento.

Se la quota di logli e trifoglio violetto risulta esagerata, queste specie esercitano una concorrenza eccessiva nei confronti di tutte le altre foraggere presenti, specialmente se a lento sviluppo come la poa dei prati, al punto da soffocarle e, dopo uno o due svernamenti, da impedire loro di occupare la quota loro assegnata nell’associazione vegetale.

Se la gestione del prato è corretta, durante i primi due o tre anni, le specie seminate non consentono lo sviluppo di erbe avventizie (dente di leone, poa comune, ecc.). Verso la fine della durata prevista per il prato, però, queste avventizie, spesso indesiderate, trovano il loro spazio nella cotica erbosa.

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Particolarità

Miscele senza erba mazzolina                                    
Generalmente, la quota di trifoglio bianco di queste miscele è maggiore di quella presente nelle miscele con erba mazzolina, perché nessun’altra graminacea è in grado di esercitare un ruolo altrettanto preponderante. Le miscele di lunga durata senza erba mazzolina sono particolarmente adatte al pascolo e al foraggiamento fresco. In queste miscele il loglio inglese si mantiene più a lungo di quanto faccia quando è presente l’erba mazzolina. Il limite di queste miscele è che sono sensibili alla mancanza d’acqua (sono adatte a zone piuttosto fresche).

Miscele con poa dei prati
La poa dei prati si sviluppa molto lentamente, ma riesce poi ad installarsi in modo stabile nel corso degli anni, conquistando una quota significativa della cotica erbosa. Affinché ciò avvenga, è fondamentale che essa possa svilupparsi fin dall’inizio e poi rimanere quiescente in attesa del declino del loglio inglese, di cui prenderà poi il posto.

Influenza della gestione agricola

Il tipo e l’intensità di sfruttamento, unitamente al livello e alla frequenza della concimazione azotata, esercitano un’influenza decisiva sulla composizione botanica delle miscele a base di graminacee e trifoglio bianco. Ciò può influire sulla quota di trifoglio bianco nella cotica erbosa, accelerandone sia l’aumento sia il calo, rispetto all’andamento previsto dal «principio di sostituzione delle specie nel tempo».

Per saperne di più  ►  Capitolo «Gestire i prati temporanei».

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