«Larve di maggiolino»
In sintesi
In foraggicoltura, con il termine larve di maggiolino si indicano le larve melolontoidi di due coleotteri comuni e potenzialmente molto dannosi per le piante di prati e pascoli: il maggiolino (Melolontha melolontha) e il grande maggiolino di San Giovanni (Amphimallon solstitiale).
Entrambe le specie presentano corpo ricurvo a C, colorazione chiara, cuticola poco pigmentata, tre paia di zampe toraciche e una capsula cefalica giallo-marrone con robuste mandibole taglienti. Le due specie si distinguono principalmente per la taglia, maggiore nel maggiolino, e per le modalità di movimento: le larve del grande maggiolino di San Giovanni riescono a distendersi e avanzare su superfici lisce grazie alle zampe toraciche, mentre quelle del maggiolino restano permanentemente incurvate a C e si spostano adagiate su un fianco.
Il grande maggiolino di San Giovanni completa il ciclo in due anni, mentre il maggiolino ne richiede tre o quattro. Gli adulti compaiono tra aprile e giugno e si accoppiano poco dopo lo sfarfallamento. Le femmine depongono le uova nel terreno, a 10–20 cm di profondità, preferendo suoli sciolti e umidi. Ogni femmina può deporre 60–80 uova, da cui nascono larve che, nelle prime fasi, crescono rapidamente.
Immagini
Danni su prati e pascoli
Le larve di entrambe le specie si nutrono di radici, anche durante il periodo invernale. Sono particolarmente voraci durante il loro secondo anno di sviluppo, pur riscontrando una certa attività anche nel primo anno dopo il volo, soprattutto nei prati e nei pascoli vicini al bosco e annunciate come superfici per la promozione della biodiversità (SPB). In caso di forti infestazioni, i danni possono diventare molto evidenti, fino ad arrivare alla morte delle foraggere colpite.
A seconda dell’estensione e dell’intensità dell’attacco, nei prati e nei pascoli possono comparire ampie chiazze di vegetazione morta, con conseguenti perdite produttive. In presenza di forti infestazioni. si osservano spesso anche danni secondari provocati dai cinghiali e, più raramente, dai tassi. Attratti dalle larve, che costituiscono una preziosa fonte proteica per la loro dieta, questi animali scavano e smuovono il suolo, distruggendo ulteriori porzioni di cotica erbosa.
Le larve di maggiolino, se abbondanti, possono anche compromettere la stabilità dei pendii inerbiti, danneggiando seriamente le radici delle foraggere e aumentando, conseguentemente, i rischi di smottamento ed erosione.
A sud delle Alpi, i danni sono assenti o trascurabili sulle superfici prative e solo sporadici nei campi.
Prevenzione e lotta
Prevenzione:
Le femmine depongono le uova preferibilmente nelle lacune della cotica erbosa e laddove si è appena falciato. Pertanto, nelle regioni dove il maggiolino causa danni regolarmente, occorre evitare di falciare i prati in concomitanza con il volo degli adulti. Una seconda misura preventiva consiste nel pascolare le superfici a rischio, perché il calpestio del bestiame uccide molte delle larve che si trovano vicino alla superficie del suolo.
Lotta diretta:
Le larve di maggiolino si possono contrastare con la lotta biologica:
- Beauveria brongniartii, un fungo entomopatogeno specifico del maggiolino, parassita sia le larve sia gli adulti; aziende specializzate raccolgono il fungo in natura, lo moltiplicano su granella di cereali e poi lo distribuiscono, seminando i semi infetti con la tecnica della semina diretta; il fungo persiste nel suolo per più anni, contribuendo a mantenere sotto controllo le popolazioni di maggiolino,
- diversi nematodi entomopatogeni sono in grado di infettare e uccidere le larve presenti nel suolo; questo metodo si presta particolarmente per interventi localizzati , ad esempio in colture speciali o per proteggere le piante ornamentali.
Ripristino dei danni
Dopo aver valutato lo stato della cotica erbosa e l’andamento delle popolazioni di maggiolini e cinghiali, si definisce una strategia di ripristino seguendo uno schema decisionale simile a quello descritto per la gestione di prati e pascoli infestati da malerbe.
Le possibili misure spaziano dall'esecuzione delle usuali cure colturali al rinnovo completo della superficie prativa (risemina), passando per la trasemina, se le foraggere rimaste assicurano una base di ripartenza sufficientemente solida.
Per saperne di più
► Scheda tecnica APF-AGRIDEA 7.2.1 Larve di maggiolino
► Engerlinge erkennen (riconoscere le larve di maggiolino) (in tedesco con sottotitoli in francese) | © Andermatt Biocontrol Suisse AG
► Scheda tecnica APF-AGRIDEA 8.2.1 Erpicatura
► Scheda tecnica APF-AGRIDEA 8.3.1 Rullatura
► Scheda tecnica APF-AGRIDEA 8.5.1 Miglioramento della cotica erbosa di prati e pascoli
► Scheda tecnica APF-AGRIDEA 8.5.1.1 Scheda per la valutazione di prati e pascoli