Gestione poco intensiva

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Prato a erba altissima

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Il prato a erba altissima fa parte delle superfici prative gestite in modo poco intensivo.

È un prato da fieno tradizionale, grasso e ricco di specie. Lo si falcia da due a tre volte l’anno. Se il primo sfalcio si esegue tardivamente e se lo si concima moderatamente, utilizzando concimi a lenta cessione (letame maturo), la sua composizione botanica rimane stabile nel tempo. Con l’aumentare dell’altitudine, il prato a erba altissima evolve nel prato ad avena bionda. Questa evoluzione è testimoniata dall’esistenza di diverse associazioni vegetali di transizione.
Dal primo sfalcio tardivo si ottiene un foraggio poco energetico e poco proteico. Il foraggio delle ricrescite successive, invece, possiede un valore foraggero più elevato. Il primo sfalcio contribuisce a più della metà della resa annuale.
Su suoli profondi e capaci di trattenere importanti quantità di elementi nutritivi, il suo potenziale ecologico diminuisce, perché le graminacee cespitose presenti si avvantaggiano di questa situazione e diventano troppo concorrenziali, limitando la biodiversità.

Immagini aggiuntive

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Ulteriori particolarità


Specie tipiche del prato a erba altissima

  • Erba altissima - Arrhenatherum elatius
  • Festuca dei prati - Festuca pratensis
  • Festuca rossa - Festuca rubra
  • Crepide bienne - Crepis biennis
  • Cagliolo - Galium mollugo
  • Ambretta comune - Knautia arvensis
  • Barba di becco - Tragopogon pratensis
  • Margherita - Leucanthemum vulgare
  • Trifoglio violetto - Trifolium pratense
  • Avena bionda - Trisetum flavescens
  • Erba mazzolina - Dactylis glomerata
  • Piantaggine lanceolata - Plantago lanceolata
  • Spondiglio comune - Heracleum sphondylium
  • Ginestrino - Lotus corniculatus

 

Ulteriori specie indicatrici di zone siccitose:

  • Salvia dei prati - Salvia pratensis
  • Ranuncolo bulboso - Ranunculus bulbosus
  • Bromo eretto - Bromus erectus
  • Fiordaliso vedovino - Centaurea scabiosa

 

Ulteriori specie indicatrici di zone umide:

  • Cardo giallastro - Cirsium oleraceum
  • Nontiscordardimé delle paludi - Myosotis scorpioides
  • Fior di cuculo - Silene flos-cuculi
  • Coda di volpe - Alopecurus pratensis

 

Ulteriori specie indicatrici di quote elevate:

  • Erba ventaglina - Alchemilla vulgaris aggr.
  • Geranio silvano - Geranium sylvaticum
  • Silene dioica - Silene dioica
  • Nontiscordardimé - Myosotis arvensis

Esigenze pedoclimatiche

  • Dal fondovalle al piano montano inferiore (fino ad altitudini tra 800 a 1’300 m s.l.m., a seconda della stazione).

Esigenze gestionali

La composizione botanica del prato a erba altissima rimane stabile se si verificano le condizioni seguenti ...

  • Solo sfalcio; eventuale pascolo autunnale, da eseguirsi su terreno portante e senza insistere troppo.
  • Primo sfalcio a partire da metà giugno o conformemente all’ordinanza sui pagamenti diretti (OPD).
  • Lasciare disseminare l’erba altissima almeno una volta ogni 2 – 3 anni (maturazione dei semi durante il mese di giugno).
  • Concimazione moderata, di preferenza sotto forma di letame maturo o conformemente all’ordinanza sui pagamenti diretti (OPD).

Rischi:

  • La sovraconcimazione favorisce la presenza di malerbe.
  • Anticipare il primo sfruttamento ne riduce la biodiversità.

Foraggio

  • Resa: 50 – 70 q SS/ha.
  • Qualità: il fieno primaverile è di mediocre qualità, quello delle ricrescite successive, invece, è notevolmente migliore.

Valore ecologico e particolarità

  • Adatto ad essere annoverato tra le superfici per la promozione della biodiversità (SPB), conformemente a quanto previsto dall’ordinanza sui pagamenti diretti (OPD).
  • Verificare se sono soddisfatte le esigenze poste dall’ordinanza sui pagamenti diretti (OPD), relativamente al livello qualitativo II delle superfici per la promozione della biodiversità (SPB), nonché le prescrizioni previste per ottenere i contributi legati alla conservazione della natura.

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